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Libertà digitale

Vendola e la supercazzola sul Software Libero

vendola_supercazzola.jpg Nichi Vendoala, Presidente della Giunta Regionale della Puglia, ha firmato un protocollo d'intesa con Microsoft per promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e soluzioni informatiche all’interno della Regione.

Questo ovviamente ha suscitato le reazioni negative delle associazioni che sostengono il Software Libero, Assoli e Partito Pirata in testa.

Vendola ha risposto in due occasioni, sul suo blog e sul sito del Partito Pirata. In tutti e due i casi mi pare di leggere una supercazzola alla Conte Mascetti, un gran minestrone dove si mescola il Software Libero con la fibra ottica.

Purtroppo il blog di Vendola non è aperto ai commenti, mi vedo costretto a mettere qui le mie considerazioni.

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Indifferenza civile

Beppe Grillo

Da www.beppegrillo.it
15 Maggio 2010

Il primo problema del Parlamento italiano è la Rete. Da anni vengono sfornati leggi, decreti, progetti, emendamenti per bloccarla. L'accanimento con cui Pdl e Pdmenoelle si occupano di Internet è impressionante. Nell'agenda dei problemi del Paese è prioritaria. L'ultimo attacco alla libertà di informazione e alla Rete è l'obbligo di rettifica nei siti entro 48 ore. I blog vengono equiparati ai giornali con multe di 12.000 euro per infrazione. Tutti i blog sono a rischio chiusura.

Altre volte il blog ha lanciato campagne contro la legge Levi/Prodi o contro la legge D'Alia con successo. Questa volta mi rifiuto. Approvino le leggi che vogliono. Ne pagheranno le conseguenze. Anzi, suggerisco al duo Berlusconi/Bersani di osare di più. Legiferare in modo risolutivo, tombale e chiudere Internet. Io non voglio mettermi a discutere ogni mese con degli idioti internettiani, farei la figura anch'io dell'idiota. Quindi, chiudete, filtrate, oscurate, hackerate. Fate il cazzo che vi pare. Sarete voi a pagarne le conseguenze perché chiudere l'ultima valvola di confronto democratico presenta dei rischi molto alti. La pentola a pressione può esplodere in anticipo.

Il blog comunque rimarrà indifferente alle leggi contro la Rete. Il blog continuerà fino a quando mi sarà possibile. Non è disubbidienza civile. Per disubbidire ci vogliono delle Autorità con la facoltà legittima di esercitare un pubblico potere e in questo Parlamento di condannati, di locatari di abitazioni regalate, di servi nominati dai partiti e non dai cittadini non vedo alcun principio di autorità. Quindi indifferenza civile, non disubbidienza civile, ma a viso aperto, pronto a pagarne le conseguenze. Fate pure 100 leggi al mese per chiudere la Rete, io non le applicherò e se faranno lo stesso i milioni di italiani che scrivono e comunicano in Rete, le vostre leggi diventeranno carta da cesso.

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I peccati di Windows 7: l'istruzione

OLPC laptop

Da windows7sins.org
Testo originale e traduzione CC-By-Nd
15 Settembre 2009

Dai un pesce ad un uomo e lo sfamerai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo sfamerai per tutta la vita. – Lao Tzu

Sappiamo che i computer saranno strumenti sempre più importanti nell'istruzione dei nostri figli. Ma alla maggior parte dei bambini, la cui istruzione prevede l'uso del computer, viene insegnato l'utilizzo di un prodotto di una sola azienda: Microsoft. Microsoft spende ingenti capitali in marketing ed azioni dirette ad ottenere il supporto degli organismi che si occupano di istruzione.

L'istruzione dei bambini rappresenta una fonte di reddito primaria per Microsoft ed una opportunità strategica di includere i propri prodotti nella vita dei futuri adulti. Inducendo le scuole ad insegnare l'uso di Windows e del software associato, Microsoft può far sentire i genitori obbligati a fornire lo stesso software a casa. In quale altra circostanza è permesso ad una azienda di introdurre del materiale pubblicitario con tanto di marchio aziendale, presentandolo ai bambini come una necessità?

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Quando le leggi le scrivono le ballerine

Gabriella Carlucci Gabriella Carlucci venti anni fa era una nota showgirl della televisione, avendo esordito come valletta in spettacoli come Portobello e proseguendo addirittura come conduttrice in alcuni Sanremo, Buona Domenica, ecc. A causa dell'età avanzata le opportunità televisive si sono ridotte e - purtroppo per noi - è aumentata l'attività politica nelle file dei partiti di Berlusconi.

Il 3 marzo 2009 la Carlucci elabora una proposta di legge e la pubblica sul suo blog. Dall'articolo che la accompagna - Pedofilia e internet - si è indotti a pensare ad un impegno lodevole: cosa di più condivisibile che combattere un'attività tanto odiosa in rete?

Però qualche dubbio sorge immediatamente. Anzitutto questa attenzione sulla la pedofilia in rete: tutti sappiamo che la pedofilia esiste sia in rete che nel mondo reale. L'unica differenza è che in rete è molto più facile identificare e neutralizzare chi commette reato. Perché allora preoccuparsi solo dei pedofili in rete e non di quelli in giro per le strade?

La risposta è semplice, basta leggere la proposta di legge. Si tratta di un documento scritto con Microsoft Word, leggiamo le proprietà del documento e scopriamo che è stato scritto da un certo Davide Rossi. O chi è Davide Rossi? Breve ricerca su internet e scopriamo Davide Rossi presidente di Univideo, associazione di categoria aderente a Confindustria. Quindi un'associazione che difende gli interessi degli editori audiovisivi… o cosa c'entrano i produttori di DVD con i pedofili? Lo si scopre andando avanti nell'analisi del documento.

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No all'ammazza blog

di Antonoi Di Pietro
11 novembre 2008

www.antoniodipietro.com

La Rete è l’ultimo media libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Mi ero dissociato a suo tempo dal disegno di legge Levi-Prodi che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò e tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.

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attualita/liberta_digitale/blog.txt · Last modified: 2006/10/11 07:28 by 127.0.0.1