Microsoft: capolavoro FUD

di Glyn Moody1)
19 settembre 2006

Tradotto da www.linuxjournal.com

Seguo l'evoluzione del FUD (Fear Uncertainty and Doubt - paura, incertezza e dubbio) di Microsoft ormai da quasi dieci anni e qualche mese fa ho anche scritto una breve cronologia a riguardo. Tuttavia sono rimasto impressionato quando mi sono imbattuto nell'ultimo prodotto Microsoft in materia: è davvero un capolavoro. ⇒

Mentre in passato il FUD era centrato su dettagli come la velocità relativa, il prezzo, i risvolti legali del software libero confrontato con i programmi Microsoft, l'ultima proposta offre un approccio diverso e intende guardare al quadro generale.

Si tratta di un rapporto di IDC “sponsorizzato” da Microsoft sull'Impatto economico di Microsoft Windows Vista. Non si tratta di un'analisi condotta in astratto da una torre d'avorio, ma espressamente indirizzata ad un'udienza specifica - la Commissione Europea - così fastidiosamente riluttante nell'accogliere l'approccio monopolista di Microsoft. Non contenta di aver appioppato qualche multa salata per passate infrazioni, la Commissione Europea sta cominciando a lanciare segnali ostili verso Windows Vista, di cui è imminente il rilascio.

Il rapporto è un chiaro tentativo di schivare il pericolo dimostrando gli enormi “benefici” che deriverebbero per l'Europa se semplicemente la Commissione si facesse gli affari suoi. Specificatamente:

La ricerca IDC mostra che il lancio di Windows Vista produrrà effetti benfici in cascata sull'economia europea, dall'aumento di posti di lavoro all'aumento del gettito fiscale ad una più forte base economica per le oltre 150.000 imprese locali che offriranno prodotti e servizi basati su Windows Vista. Almeno un milione di professionisti IT ed impiegati nell'industria lavoreranno in Europa con Windows Vista nel 2007.
Questi benefici diretti - 100.000 nuovi posti di lavoro - aiuteranno l'economia locale a crescere, valorizzeranno la forza lavro e favoriranno la nascita di nuove imprese. I benefici indiretti dell'uso di nuovo software saranno l'incremento di produttività e competitività e l'apporto all'innovazione nazionale.

La conclusione è che la Commissione Europea dovrebbe essere pazza per mettere a repentaglio i favolosi benefici tagliando le ali – o peggio accoppando – questa gallina digitale dalle uova d'oro. Il rapporto appare terribilmente professionale ed è zeppo di tabelle, grafici con barre e torte; contiene una seria disamina della metodo e introduce addirittura alcuni misurati distinguo: chi potrebbe dubitare delle sue conclusioni?

Ciò che rende questo FUD così impressionante è che l'attenzione ai dettagli offusca la manipolazoine messa in atto. Il rapporto pronostica per l'“ecosistema Microsoft” vendite per oltre 40 miliardi di dollari nelle sei migliori economie Europee, ma quello che viene nascosto da questi numeri è il fatto che gli introiti per Microsoft e compagni sono un costo per il resto dell'Europa. In altre parole il rapporto IDC sta effettivamente spacciando una spessa di oltre 40 miliardi come una ragione per cui la Commissione Europea dovrebbe accogliere Windows Vista a braccia aperte.

Come il rapporto stesso dichiara, metà della spesa riguarderà l'hardware. Alcuni di questi acquisti sarebbero avvenuti ugualmente, il resto rappresentano aggiornamenti di hardware vecchio che non può soddsfare le richieste di Vista. Ma se Vista non esistesse (o, per esempio, se la Commissione Europea ne bloccasse la vendita per una qualunque ragione), i vecchi sistemi non smetterebbero improvvisamente di funzionare: rimarrebbero al loro posto per qualche anno ancora, venendo rimpiazzati gradualmente. L'unica ragione per questo consitente esborso è quella di poter eseguire Vista: niente Vista, nessun bisogno di spendere miliardi extra per nuovo hardware al di fuori del normale ciclo di aggiornamento.

Stesso discorso vale per il software: il caso Vista si difende con difficoltà. Così come la data di lancio è stata ritardata, così molte delle nuove funzionalità sono state abbandonate. Ad oggi non è esattamente chiaro quale sia il vantaggio dell'aggiornamente (a parte ovviamente il ritornello della “maggior sicurezza”). E senza la necessità di aggiornamenti hardware e software anche i costi associati ai servizi e alle consulenze scompaiono: gran parte del “benefit” di 40 miliardi di dollari portato da Vista non solo è un costo, ma è più che altro superfluo.

Per quanto ne so, le frasi “software libero” e “open source” non sono menzionate una volta nel rapporto. L'intera analisi ignora del tutto il ricco e crescente mondo del software libero come possibile alternativa a Vista ed al suo ecosistema. Vista viene presentato come l'unica opzione per chi vuol godere dei benefici del “software più nuovo”, come IDC lo chiama.

In effetti molti dei 100.000 posti di lavori prospettati dal rapporto potrebbero essere facilmente creati se le aziende e gli utenti ignorassero Vista e passassero al software libero. Inoltre i benefici più vasti nell'alimentare il software libero - ad esempio la creazione di risorse pubblice accessibili a chiunque - vengono riconosciuti sempre più. Niente di tutto questo è discusso nel tapporto IDC poiché il software proprietario - l'unico tipo considerato nel rapporto - non offre questi vantaggi economici e sociali.

Quindi questo è il capolavoro di FUD Microsoft: concentrando l'attenzione direttamente sul costo complessivo per la socità e ribattezzandolo “benefici economici derivati”, ha ottenuto un modo di guardare alle cose dove il software libero è sempre inferiore.


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